Chi ama lo sport, non può fare a meno della tecnologia Garmin
Ama l’Italia, è spagnola di Madrid, stabilmente nel nostro paese ormai da diversi anni insieme alla famiglia e al marito (centrocampista dell’Inter) ed è una vera “sport addicted”

ROCIO RODRIGUEZ

E chi ama lo sport, non può fare a meno della tecnologia Garmin.

 

Rocio, guardando il tuo profilo Instagram, sembri proprio una appassionata di diverse discipline. Calcio, running, palestra e obstacle race: raccontaci da dove nasce questo amore per lo sport.

Il primo grande amore è stato il calcio, d'altronde in una città dalla grande storia calcistica come Madrid, anche per le ragazze è facile avvicinarsi a questo sport. Dal giocare nel cortile della scuola a passare in una squadra di calcetto femminile il passaggio è stato rapido, ho giocato diversi anni, fino a 19 anni.

Ero comunque molto attiva e alternavo il calcetto ad altri sport come il padel (una reinterpretazione moderna del tennis), la palestra e poi tanta, tanta corsa. Perché mi piaceva davvero tanto. Ma correvo distanze ridotte: diciamo che non pensavo proprio che avrai mai corso lunghe distanze come  mezze maratone, e tantomeno  maratone. Erano un utopia.

Poi però è cambiato qualcosa, vero?

Si, 8 anni fa un mio amico triatleta di un gruppo sportivo mi disse che avevo il fisico ideale per il fondo. Mi sono detta “proviamo a correre un po' di più”, spinta anche dal fatto che trovavo la corsa un’ottima cura per lo stress. Ho iniziato ad aggiungere chilometri alle mie uscite. Sempre di più. 6, 10, 15,20. E ora mi ritrovo a correre 4 volte alla settimana: non posso più farne a meno!

Ad oggi quali sono i tuoi risultati migliori nel running?

Se parliamo di distanza maggiore, ho corso la mia prima ed unica maratona a Firenze nel 2017. Un’esperienza bellissima, in una città che amo. Correre in mezzo all’arte alla storia di Firenze è stupendo,  anche se devo dire la verità, quando corro sono talmente concentrata che mi dimentico di quello che ho intorno. Quella è la distanza più lunga che ho corso in una competizione.

E poi decine di mezze maratone. Qui in Lombardia c’è l’imbarazzo della scelta, ogni weekend c’è qualcosa, ma si sa, noi mamme atlete dobbiamo riuscire a dosare il tempo e le energie anche per la famiglia.

Mentre invece, l’evento più importante è stato sicuramente il secondo posto alla Eliat Desert Maraton in Isreale nel 2018: una mezza maratona nel deserto. Un’emozione unica.

Obbietivi running?

Ora ho un obiettivo per la corsa: andare sotto l’ 1:30min sulla mezza maratona, spero di riuscirci entro questa estate.

E poi, chi lo sa...il triathlon è una disciplina che continua ad affascinarmi. Corro, nuoto...manca solo la bici, ma non mi spaventa. Vedremo.

Sei una grandissima atleta di OCR (Obstacle Course Race), vuoi dirci di cosa si tratta, non tutti lo conoscono?

Beh, in realtà è uno sport che combina le skill della corsa con la forza e l’agilità. Si tratta di percorsi di lunghezza solitamente compresa tra i 10 e 15 km con decine di ostacoli naturali o artificiali. Funi, rocce, anelli, muri da scalare, rope climb, monkey bars.

Di fatto è un mix di discipline veramente sfidante, bisogna essere forti ma allo stesso tempo avere grandi doti atletiche ma, soprattutto, conoscere le tecniche: in ogni ostacolo c’è un giudice di gara per controllare che vengano rispettati gli standard di superamento dell’ostacolo. Bisogna riuscire ad allenarsi su tutti i fronti.

Si tratta di una disciplina in grandissima ascesa. Esiste una federazione italiana, tu come sei entrata in contatto con questa realtà?

Stavo correndo a Firenze, mi è finito tra le mani un flyer di una gara (la tappa toscana di Inferno series, ndr). Sono rimasta colpita da vedere gente correre nel fango, insomma mi ha affascinato subito e ho voluto provarci.

Ed è diventato il mio sport! Ho iniziato con una non competitiva e poi sono passata alle gare competitive.

Faccio parte del Team Inferno, uno dei team più prestigiosi in Italia e con cui abbiamo vinto tutti i Campionati Italiani OCR fin qui disputati.

A Lecco ho vinto la Scigamatt nel 2018, c’era una parte molto veloce e ovviamente mi ha avvantaggiato sotto l’aspetto della corsa

La cosa che amo di questa disciplina è che ogni gara ha un set di ostacoli diversi, è sempre motivante.